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	<title>IlGiustizialista</title>
	<subtitle type="html">
		Non basta avere le mani pulite se si tengono in tasca
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  <updated>2008-11-18T11:10:03Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[Rinascita anti-democratica ]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <br><font face="Times New Roman" size=3>Si dice che ai piu' interessa poco la vicenda relativa alla vigilanza RAI con il tentativo del governo di impedire che alla vigilanza vada un'esponente dell'opposizione capace di vigilare davvero e non sia il solito controllore di facciata che fa gli interessi del&nbsp;controllato.<br></font>
<p><font face="Times New Roman" size=3>Dobbiamo dedurre che, quindi, a pochi interessa se in Italia siamo avviati ad una sorta di dittatura di stile Putiniano e alla repressione della liberta' di critica e di controinformazione ? Ecco un'altro tassello che si aggiunge ad un piu' vasto disegno,&nbsp;in perfetto stile P2 di Licio Gelli&nbsp;,&nbsp;che&nbsp;ha il seguente programma:&nbsp;<br></font></p>
<ul>
<li><font face="Times New Roman" size=3>Svuotamento della scuola pubblica &nbsp;per creare le premesse ad una scuola privatistica capace di modellare le menti dei giovani ad immagine e somiglianza del pensiero unico. </font></li>
<li><font face="Times New Roman" size=3>&nbsp;Divisione e addomesticamento dei sindacati,&nbsp;</font></li>
<li><font face="Times New Roman" size=3>&nbsp;Completo controllo dell'informazione. </font></li>
<li><font face="Times New Roman" size=3>&nbsp;Impoverimento del ceto medio e&nbsp;potenziamento&nbsp; di una classe agiata e dominante a scapito di una massa popolare asservita e imbelle e possibilmente ignorante.&nbsp;</font></li></ul>
<p><font face="Times New Roman" size=3>&nbsp;Ecco un'ulteriore tassello di questo disegno:<br>Riprendo dal sito di Antonio Di Pietro :&nbsp;<br><br>Ammazza Blog </font></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>La Rete è l’<strong>ultimo media libero</strong> rimasto in Italia. La politica lo sa e non rinuncia a sferrare il suo attacco dopo aver occupato giornali e televisioni. Mi ero dissociato a suo tempo dal disegno di <strong>legge Levi-Prodi</strong> che prevedeva per i blogger di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione (<strong>ROC</strong>) e l’estensione dei <strong>reati a mezzo stampa</strong>. I contenuti del disegno di legge Levi relativi alla Rete erano <strong>degni di una dittatura</strong>. Per fortuna il disegno di legge nel 2007 non passò e tutto sembrava rimanesse come prima. Senonché il 6 novembre scorso nel silenzio più assoluto questa proposta con un nuovo testo (C-1269) è stata assegnata, in sede referente, alla </font></em><a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1269" target=_blank><font face="Times New Roman" color=#595984 size=3><em>VII Commissione Cultura della Camera</em></font></a><em><font face="Times New Roman" size=3>.</font></em></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge <strong>non ci sarà nessun margine di discussione</strong> né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile.<br>Riporto alcuni passi del disegno evidenziati da </font></em><a href="http://punto-informatico.it/2468674/PI/News/camera-manda-avanti-ddl-anti-blog.aspx" target=_blank><font face="Times New Roman" color=#595984 size=3><em>Punto Informatico</em></font></a><em><font face="Times New Roman" size=3> :</font></em></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>“Art. 2.<br>(Definizione di prodotto editoriale).</font></em></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.</font></em></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>Qualsiasi blog rientra in questa definizione.</font></em></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>Art. 8.<br>(Attività editoriale sulla rete internet).</font></em></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.</font></em></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.”</font></em></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>E’ chiaro che la legge è stata fatta e modificata da chi non conosce la Rete oppure da chi la conosce troppo bene e proprio per questo la teme poiché la stragrande maggioranza dei blog contiene banner pubblicitari, ad esempio di <strong>Google Ads</strong>. Questi blogger sarebbero dunque per l’Agenzia delle Entrate assimilabili ad “<strong>attività di impresa</strong>”, dovrebbero iscriversi quindi al ROC rischiando di intercorrere in reati di stampa o , se non lo facessero in quelli di stampa clandestina. </font></em></p>
<p><em><font face="Times New Roman" size=3>L’Italia dei Valori <strong>offrirà tutta l’assistenza legale</strong> a chi verrà perseguito per la sua violazione. Le regole vanno rispettate, ma non quelle che <strong>mettano a rischio la democrazia</strong> e siano palesemente anticostituzionali, e questo perché non sono regole ma <strong>abusi e soprusi</strong> Questo disegno di legge è <strong>pura censura</strong>. L’Italia dei Valori si attiverà da subito con una serie di iniziative contro questo disegno di legge liberticida facendo appello anche alle istituzioni internazionali e i media esteri.<br><br><strong>PASSAPAROLA<br></strong><br><br></font></em></p>
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        <published>2008-11-18T10:39:00Z</published>
        <updated>2008-11-18T10:39:00Z</updated>
        
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              diego49
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        <title type="html"><![CDATA[Il pesce puzza dalla testa]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  &nbsp;
<p><b><a name=2088879></a><font size=+0>L'esempio immorale</font></b> <br><br></p>
<p>&nbsp; 
<p><span style="COLOR: black"></span></p>
<p><span style="COLOR: black"><font face="Times New Roman"><font size=3><strong>Premessa </strong>: </font></font></span></p>
<p><span><font face="Times New Roman" size=3>I parlamentari condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio (*) eletti nell’attuale Parlamento sono <strong>70,</strong> ne erano stati candidati&nbsp; un centinaio .<br></font></span><span style="COLOR: black"><font face="Times New Roman" size=3>I 70 non li hanno votati gli elettori. Sono stati scelti dai segretari di partito.<br>&nbsp;</font></span><font face="Times New Roman"><font size=3><span style="COLOR: black">I 70 neo eletti sono così ripartiti:<br></span>PDL 45 (proposti 56)<br>PD 13 (proposti 18)<br>Lega Nord 7 (proposti 8)<br></font></font><span style="COLOR: black"><font face="Times New Roman" size=3>UDC 5 (proposti 9)<br></font></span><font face="Times New Roman"><font size=3><span style="COLOR: black">Solo l’IDV non ha imputati in nessun grado di giudizio .<br></span><span style="COLOR: black">Questo la dice lunga sulle leggi ad personam e ad persones e sui tentativi di rendere il parlamento un’organo puramente esecutivo e anzi del tutto esautorato dalle funzioni che gli sono state attribuite dalla costituzione . </span></font></font></p>
<p><font face="Times New Roman"><font size=3><span style="COLOR: black"><strong>Morale: </strong><br></span><span style="COLOR: black">Vediamo cosa diceva molto tempo fa </span><span style="COLOR: black">Sant’Agostino, nel libro IV della “Civitate Dei” :</span></font></font></p>
<p><i><font face="Times New Roman"><font size=3><span style="COLOR: black">“Ingiustizia e violenza degli stati e dei briganti.<br></span><span style="COLOR: black">Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati? È pur sempre un gruppo di individui che è retto dal comando di un capo, è vincolato da un patto sociale e il bottino si divide secondo la legge della convenzione. Se la banda malvagia aumenta con l'aggiungersi di uomini perversi tanto che possiede territori, stabilisce residenze, occupa città, sottomette popoli<u>, assume più apertamente il nome di Stato che gli è accordato ormai nella realtà dei fatti non dalla diminuzione dell'ambizione di possedere ma da una maggiore sicurezza nell'impunità.</u> Con finezza e verità a un tempo rispose in questo senso ad Alessandro il Grande un pirata catturato. Il re gli chiese che idea gli era venuta in testa per infestare il mare. E quegli con franca spavalderia: "La stessa che a te per infestare il mondo intero; ma io sono considerato un pirata perché lo faccio con un piccolo naviglio, tu un condottiero perché lo fai con una grande flotta"</span></font></font></i></p>
<p><span style="COLOR: black"><font face="Times New Roman" size=3>Sembra scritto ieri , se non fosse per il linguaggio un poco desueto, eppure oggi viviamo in un paese dove chi ci parla di morale e di osservanza delle regole contiene al suo interno, non per caso , ma per una precisa volonta’ di partiti , uomini che per la loro posizione rappresentano il contrario di quella moralita’ e di quel rispetto delle regole che vengono invece richiesti ai comuni cittadini . </font></span></p>
<p><span style="COLOR: black"><font face="Times New Roman" size=3>Mi chiedo come sia possibile che parlamentari, nella maggioranza con una fedina penale pulita, possano convivere con costoro senza esserne in qualche modo succubi o in qualche modo collusi . Si moralizza su fannulloni nella pubblica amministrazione , si condannano sprechi , si condannano scioperi e occupazioni quando “illegali”, si parla di etica , tutto come se cio’ dovesse riguardare altri e non coloro che rappresentano incarichi istituzionali e dovrebbero essere per il loro ruolo l’esempio di quanto a parole vanno indicando a coloro che dovrebbero rappresentare .</font></span></p>
<p><span style="COLOR: black"><font face="Times New Roman" size=3>La vera malattia dell’Italia si concretizza in questa dicotomia del “fate quel che dico, ma non fate quello che faccio” . Una malattia che sembra non avere vie di scampo, dal momento che coloro che dovrebbero sanarla sono gli stessi che ammorbano l’ambiente , nell’unanime silenzio, con la debita eccezione dell’IDV , anche dei parlamentari che ne sono coscientemente portatori sani . </font></span></p>
<p><font face="Times New Roman" size=3></font></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Verdana"><font face="Times New Roman" size=3>(*) Fonte: “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez</font></span></p>
<p></p>
<div class=postutil><br></div>
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        <published>2008-11-18T09:33:00Z</published>
        <updated>2008-11-18T09:33:00Z</updated>
        
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              diego49
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        <title type="html"><![CDATA[La legge uguale per tutti... gli altri.]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  &nbsp;
<p><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font face=Verdana size=3>Si parla di “lodo Alfano” , lodo significa accordo , ma se ben ricordo il cosiddetto lodo altri non e’ stato se non il frutto di un ricatto che dava per scontata una legge , la blocca processi , che in barba alla sbandierata sicurezza , di fatto avrebbe impedito l’attuazione dei processi in oltre 100.000 cause in corso consentendo di fatto l’impunita’ per una serie di reati contro i quali la stessa Lega si era battuta in nome della paventata richiesta di sicurezza dei cittadini. In cambio di un ritiro della legge il PD consenti’ che venisse varato un altro provvedimento-porcata , il noto “ lodo Alfano” che per non garantire l’impunita’ a 100.000 per salvarne uno, ne salva 4 : le cosiddette piu’ alte cariche dello Stato .</font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font face=Verdana size=3>Non esiste nella costituzione il concetto di “piu’ alta carica dello stato”, tutti , compreso il presidente della repubblica sono cittadini italiani e in quanto tali soggetti alla legge . Solo Grecia, Portogallo e Francia prevedono la sospensione dei processi per il solo presidente della repubblica . In Italia non esiste neppure la figura del “presidente del consiglio” ma un ministro che viene nominato “primo ministro” figuriamoci gli altri . Perfino un bambino che si leggesse la costituzione vedrebbe chiaramente come questa legge e’ chiaramente anticostituzionale .</font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font face=Verdana size=3>In italia la vera battaglia che si sta giocando tra Magistratura e potere politico e’ da ricercarsi proprio nell’articolo 3 della costituzione : La legge uguale per tutti . Vi e’ una parte politica perfino bipartisan che vorrebbe una legge forte con i deboli e debole con i forti . Questa battaglia senza esclusione di colpi inizio’ con il maxiprocesso voluto da Falcone e Borsellino contro la mafia siciliana, dove per la prima volta vennero fatte emergere le reali connivenze tra politica e organizzazioni mafiose e dove i giudici, che furono uccisi per questo, vollero colpire indifferentemente i mafiosi e i politici che facevano loro da spalla in cambio di voti e di scambi di favori . </font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font face=Verdana size=3>La classe politica gia’ da tempo collusa e corrotta si vide cosi scippata di un preteso diritto all’impunita’ che derivava da una consuetudine di “diversita’ di fronte alla legge” dove , come si diceva popolarmente con ironia , la frase “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI “ era sempre scritta alle spalle del giudice. Falcone e Borsellino, tra i primi, vollero mettere quella frase della costituzione davanti agli occhi dei giudici e pagarono con la vita . Ma fecero scuola e il concetto di eguaglianza entro’ nel dna di molti magistrati che con coraggio diedero vita a inchieste clamorose di cui “Tangentopoli” e’ quella piu’ nota in cui finalmente la casta degli impuniti venne messa allo scoperto di fronte al malaffare. </font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font face=Verdana size=3>Da li e’ storia recente, la storia di una classe politica avvezza alla corruzione che per difendersi dai processi si costitui’ in partito dei pretesi impunibili dichiarando guerra ai magistrati che intendevano perseguire il fine di una legge davvero uguale per tutti che cita testualmente “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”</font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font face=Verdana size=3>Dall’esito di questa battaglia dipendera’ la sorte dell’Italia , l’Italia davvero libera, democratica e fatta da cittadini onesti e rispettosi delle regole o al contrario un’Italia costituita da sudditi passivi e imbelli dominati da una casta di stampo mafioso nei metodi se non nell’affiliazione , non molto diversa da quella che oggi domina in Russia , nel Kosovo, o in alcuni paesi dell’america latina . </font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 11pt"><font face=Verdana size=3></font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 11pt"><br></span></p>
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        <published>2008-10-01T07:56:00Z</published>
        <updated>2008-10-01T07:56:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Decisionismo o autoritarismo?]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  &nbsp;L'episodio di Chiaiano dimostra due cose : che l'emergenza rifiuti non e' affatto risolta , ma si ripropone in tutta la sua drammatica realta' e che la liberta' dei cittadini di esprimere il loro dissenso viene sempre piu' calpestata. Un segnale allarmante che potrebbe preludere ad analoghe azioni di repressione nei contronti di coloro che si vorranno radunare nelle piazze per manifestare o contro i cortei di lavoratori in sciopero come accadeva negli anni 60. Per sapere cosa succede siamo costretti alla visione di poche trasmissioni su "la 7" o su "Rai 3" dove giornalisti ancora in grado di mantenere una visione alternativa e una capacita' di critica ci danno notizie taciute dagli altri organi di informazione. Le leggi passano tutte con il voto di fiducia esautorando di fatto il parlamento e impedendo ogni possibile emendamento, mentre l'80% dell'informazione e' asservita se non prezzolata dal centrodestra . Come alla vigilia del fascismo sembra contare piu' il decisionismo che il dibattito democratico , ma una politica del fare male e dell'annunciare l'impossibile e' migliore di quella del fare bene il possibile e il lecito ?<br>Tutti elogiano il decisionismo e il fare o presunto tale di questo governo , ma a ben analizzare, a parte gli effetti speciali&nbsp; supportati da una informazione compiacente, le iniziative fino ad oggi si configurano in un fare poco e male : male eliminare l'ICI&nbsp; a tutti ,perche' cosi' si sono sottratte risorse utili al paese concedendo benefici anche ai possessori di ville (di solito dichiarate come civile abitazione) e dimenticando che chi paga un affitto e' due volte penalizzato , male la vicenda rifiuti che si e' risolta in uno sperpero di denaro per inviare treni in Germania (come gia' fatto anche in passato) e di fatto nascondendo i rifiuti sotto il tappeto della provincia per toglierli dalla citta' , male&nbsp; nella lotta all'evasione fiscale revocando la tracciabilita' degli assegni che imponeva il divieto di pagare in contanti per operazioni superiori ai 5000 euro,&nbsp;male la vicenda Alitalia che aggrava i contribuenti di 2500 miliardi di euro derivanti dai passivi della societa'&nbsp;,avendo rinunciato alla vendita ad Air France in nome di una sbandierata italianita' di facciata in una fase delicata dell'accordo con la compagnia d'oltralpe per poi svenderla alla&nbsp;&nbsp;CAI , male sulla sicurezza che di fatto rimane quella di prima salvo operazioni d'immagine di scarsa applicabilita' .&nbsp; Tutti scontenti del fare poco di Prodi , ma che dire del fare male di Berlusconi? &nbsp;&nbsp;&nbsp;
				]]>
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        <published>2008-09-29T12:10:00Z</published>
        <updated>2008-09-29T12:10:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Assalto alla giustizia]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		   <font face=Verdana size=3>Riporto un interessante articolo di Pancho Pardi che la dice lunga su come si vogliono mettere le mani sulla giustizia :<br><br></font><em><font face=Verdana size=3>Fin dall’inizio della sua avventura <strong>Berlusconi </strong>si è fatto scortare in Parlamento da una nutrita compagnia di suoi avvocati. Nei primi tempi passavano la maggior parte del loro tempo a difenderlo dai processi e dedicavano all’attività legislativa solo i ritagli di tempo.<br><br>Ora che il <strong>Lodo Alfano</strong> li ha sollevati da qualsiasi peso processuale hanno molto più tempo a disposizione. E gli effetti si vedono.<br><strong>Gaetano Pecorella</strong> ha sfornato una proposta di legge costituzionale che sfigura l’intero assetto della giustizia e perfeziona la resa dei conti di Berlusconi con la magistratura. <br>Giudici e pubblici ministeri vengono separati all’origine con due diversi concorsi di ingresso. E ci saranno per loro due diversi consigli superiori della magistratura. Non senza ironia si immagina che quello dei pubblici ministeri venga presieduto dal ministro della giustizia: se il pm possa o non possa essere sottomesso all’esecutivo diventerà discussione di sapore archeologico.<br>Viene istituita una Corte di giustizia disciplinare in cui i magistrati e non togati saranno di pari numero: solo grazie alla clemenza di Pecorella non saranno in minoranza.<br><br>Ci sarà una Cassazione centrale per i reati gravi e Cassazioni regionali per i reati minori: si accettano scommesse su dove finiranno i reati di natura <strong>finanziaria </strong>e <strong>corruttiva</strong>.<br>Unica reale misura garantista è la custodia cautelare sul modello francese: si va in carcere solo dopo il contraddittorio davanti al giudice. Ma c’è da vedere in quali condizioni diverse vi arriveranno imputati di diverso peso.<br>L’obbligatorietà dell’azione penale sarà regolata per legge. Anche qui sarà interessante controllare il diverso destino tra i reati comuni e reati dei colletti bianchi.<br><br>In pratica la proposta Pecorella sovverte integralmente tutte le disposizioni fondamentali della Costituzione vigente. <br>E poiché le modifiche costituzionali sono laboriose e l’esperienza insegna che possono essere bocciate dal popolo nel <strong>referendum consultivo</strong>, il centrodestra mette all’opera i suoi tecnici anche su un piano più pratico e meno visibile. Su Repubblica <strong>D’Avanzo</strong> ha sostenuto che c’è un disegno per sottrarre la polizia giudiziaria al controllo del pubblico ministero. E’ cosa assai meno vistosa di una riforma costituzionale ma può essere altrettanto insidiosa. <br>Se la polizia giudiziaria non risponde al magistrato è normale che risponda all’autorità da cui dipende: il ministero dell’Interno. E potrebbe far sapere al giudice solo le cose <strong>filtrate dal controllo di quel ministero</strong>. L’autonomia del pubblico ministero non sarebbe nemmeno sfiorata ma la sua azione ne risulterebbe devitalizzata all’origine. D’Avanzo scrive che su questo progetto ci sarebbe un’intesa tra Ghedini e <strong>Violante</strong>.<br><br>Sempre su Repubblica Violante smentisce ma in una forma che conferma la sua intenzione di dare alla politica un ruolo di indirizzo sull’azione giudiziaria: precisamente ciò che “la politica” vuole e che la Costituzione impedisce.<br>Negli ultimi tempi è circolata assai la voce secondo cui Violante sarebbe <strong>candidato autorevole per la Corte Costituzionale</strong>. La sua smentita odierna è preoccupante almeno per due motivi: il suo tono potrebbe confermare che la candidatura è reale; le sue dichiarate intenzioni fanno temere sul serio che possa raggiungere quel ruolo ed esercitarlo.<br><br></font></em>
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        <published>2008-09-23T08:31:00Z</published>
        <updated>2008-09-23T08:31:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Alla faccia della sicurezza]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  &nbsp;
<p><strong>Travaglio</strong>, durante la trasmissione Passaparola di ieri, ha fornito un elenco esaustivo dei reati che la macchina della giustizia deve <strong>obbligatoriamente “ignorare”</strong>.</p>
<p>Li riporto di seguito, uno sull’altro, come si fa per un elenco mortuario, perché oggi muore una parte di democrazia di questo Paese.</p>
<p>- <strong>aborto clandestino</strong><br>- abuso d’ufficio<br>- adulterazione di sostanze alimentari<br>- <strong>associazione per delinquere</strong><br>- <strong>bancarotta fraudolenta</strong><br>- calunnia<br>- circonvenzione di incapace<br>- corruzione<br>- <strong>corruzione giudiziaria</strong> – è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto<br>- detenzione di documenti falsi per l’espatrio<br>- detenzione di materiale pedo-pornografico<br>- estorsione<br>- falsificazione di documenti pubblici<br>- frodi fiscali<br>- furto con strappo<br>- furto in appartamento<br>- <strong>immigrazione clandestina</strong> (“pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi” – Marco Travaglio)<br>- incendio e incendio boschivo<br>- intercettazioni illecite<br>- maltrattamenti in famiglia<br>- molestie<br>- omicidio colposo per colpa medica<br>- <strong>omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata</strong> (“tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa” – Marco Travaglio)<br>- peculato<br>- porto e detenzione di armi anche clandestine<br>- rapina<br>- reati informatici<br>- ricettazione<br>- rivelazioni di segreti d’ufficio<br>- <strong>sequestro di persona</strong><br>- sfruttamento della prostituzione<br>- somministrazione di reati pericolosi<br>- <strong>stupro e violenza sessuale</strong><br>- <strong>traffico di rifiuti</strong><br>- truffa alla Comunità Europea<br>- usura<br>- vendita di prodotti con marchi contraffatti<br>- violenza privata</p>
<p>Tutti questi, essendo puniti con pene <strong>inferiori ai dieci anni</strong>, vengono sospesi.</p>
<p>Per sospendere il processo di un cittadino, Silvio Berlusconi, l’Associazione Magistrati ha calcolato che neverranno <strong>sospesi circa centomila</strong>.</p>
<p>La mobilitazione nelle piazze è ormai inevitabile. Sul blog ho deciso di lanciare questa iniziativa contro la blocca-processi, iniziativa appello a <strong>tutti gli elettori</strong>, perché si dissocino dalle scelte dei rappresentanti del loro partito. </p>
<p>La legalità è la base di ogni <strong>democrazia</strong>. Senza legalità c’è solo <strong>il regime totalitario o l’anarchia</strong>.<br><br>&lt;a href="<a href="http://www.antoniodipietro.com/bloccaprocessi.php">http://www.antoniodipietro.com/bloccaprocessi.php</a>" target="_blank"&gt; &lt;img src="<a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/iosostengo/immagini2/creobdel.jpg">http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/iosostengo/immagini2/creobdel.jpg</a>" border="0"&gt;&lt;/a&gt;</p>
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        <published>2008-06-26T11:55:00Z</published>
        <updated>2008-06-26T11:55:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Dai la cera , togli la cera ]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face=Verdana size=3> Un simpatico esercizio per irrobustire le braccia , ma metaforicamente un ironico simbolo delle leggi di questo governo : un dai e togli per illudere i soliti gonzi che hanno acclamato la destra come portatori di novita' per il bene dei cittadini .<br>&nbsp;Scopriamo cosi che " l'allarme sociale" contribuiranno a crearlo le ultime leggi che vanno sotto il nome di "salva Premier"<br><br>Riporto i resoconti stenografici degli interventi dei deputati dell'Italia dei Valori, Antonio Borghesi e Fabio Evangelisti, in tema di giustizia e delle conseguenze dell'emendamento <strong>"salva-Premier"</strong> approvato ieri al Senato. <br><br></font><strong><font face=Verdana size=3>Antonio Borghesi: <br></font></strong><font face=Verdana><font size=3><em>"Signor Presidente, intendo solo far osservare all'onorevole <strong>Brigandì</strong>, visto che parliamo di giustizia, che, grazie a quanto approvato ieri al Senato, tra uno straniero irregolare che violenta una studentessa e uno studente che cede una dose di hashish, il primo processo per il momento non si farà, ma si farà il secondo; tra due zingare che rapiscono un bambino e due zingare che rubano un pezzo di formaggio, il primo processo non si farà, mentre si farà secondo. Tutto questo per permettere la sospensione del processo nei confronti del Presidente del Consiglio <strong>Berlusconi</strong>: questo è il senso della giustizia dell'attuale maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori. Proteste dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)!"<br></em><br></font></font><strong><font face=Verdana size=3>Fabio Evangelisti: <br></font></strong><em><font face=Verdana size=3>"Signor Presidente, vorrei rivolgere un ringraziamento all'onorevole <strong>Contento</strong>, perché oggi abbiamo scoperto di chi è la responsabilità dei rifiuti sulle strade di Napoli: della magistratura, naturalmente (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)!<br>Intendo richiamare l'attenzione del Governo su un articolo apparso oggi sul quotidiano la Repubblica [</font></em><a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/immagini/repubblica_190608_pag9.jpg" target=_blank><font face=Verdana color=#005573 size=3><em>Leggi l'articolo</em></font></a><em><font face=Verdana size=3>], nel quale sono indicati tutti i reati per i quali <strong>i processi saranno bloccati</strong>, tra cui figurano il<strong> traffico di rifiuti e l'adulterazione di sostanze alimentari</strong>. Lo ha già detto molto bene il collega Borghesi: sappiamo bene che quella approvata ieri è una norma &#171;salva-Premier&raquo;. Tuttavia, siamo davvero curiosi di conoscere dal Governo la verità dietro questa norma e dietro questo utilizzo ad personam della giustizia. Infatti, a cosa serve creare con la mano destra una superprocura, un tribunale speciale sui rifiuti per affrontare la crisi, se poi con la mano sinistra si bloccano i processi relativi al traffico dei rifiuti?"<br></font></em>
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        <published>2008-06-20T10:07:00Z</published>
        <updated>2008-06-20T10:07:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[La legge "ad censum"]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  &nbsp;
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana"><font size=3>la Senatrice dell'Italia dei Valori Patrizia Bugnano,<br>dopo la presentazione dell'emendamento dei relatori sulla<br>sospensione dei processi penali cosi’ e’ intervenuta in parlamento:</font> </span></p>
<p></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana">"<em><font size=3>Mi vergogno come cittadina e come<br>avvocato per quanto è successo oggi nell'Aula del Senato </font></em></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana"><em><font size=3>Il Governo, con argomentazioni fuorvianti, ha cercato di<br>convincerci che il provvedimento è giustificato dal collasso<br>della giustizia e dall'importanza di accelerare la celebrazione<br>di processi per reati di particolare disvalore sociale.<br>Purtroppo, non è stato spiegato perché hanno scelto di sospendere<br>i processi per i fatti commessi sino al 30 giugno 2002. La<br>risposta è semplice - spiega la senatrice - entro quella data<br>rientrano anche i reati che vengono contestati al Presidente del<br>Consiglio nel processo Mills". </font></em></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana"><em><font size=3>"Gli effetti devastanti della norma, sono imprevedibili.<br>Certamente ci sarà l'intasamento delle cancellerie, a causa della<br>mole di notifiche per comunicare la sospensione dei processi. Un<br>intasamento che porterà guai a cascata: la sospensione formale di<br>un anno rischia di diventare una sospensione sostanziale di due<br>anni. L'Italia dei Valori - conclude Bugnano - ha capito subito<br>che l'iniziale apertura al dialogo da parte del Governo era solo<br>uno specchietto per le allodole, niente di più di una<br>rappresentazione teatrale".</font></em></span></p>
<p></p>
<p><span><font size=3>1) Si celebrano subito i processi per reati di particolare urgenza</font></span><span style="FONT-FAMILY: Arial"><font size=3>, che poi sono quelli che Berlusconi - che si sappia, almeno - non ha ancora commesso. Poi, se resta tempo, si passerà agli altri. E’ la giustizia modello Alitalia, con tanto di liste d’attesa. Ogni tanto la hostess chiama un cliente perché s’è liberato un posto, semprechè l’azienda non fallisca prima. <br><br>2) Si sospendono per un anno i processi relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 “in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado”, per dar modo all’imputato di riflettere sulla possibilità di patteggiare. Un imputato a caso: il solito cavaliere , che nel processo Mills (e forse anche in quello Mediaset, ma lì le date sono più incerte) deve rispondere appunto in dibattimento di fatti commessi fino al 2002.</font></span></p>
<p></p>
<p><font face=Verdana size=3>Un inizio di legislatura all’insegna delle solite vergognose leggi per pochi che danneggiano tutti alla faccia della sicurezza che ha un significato ben piu’ ampio di quella che crea “allarme sociale” . La dittatura di velluto nasce all’insegna dello storico “me ne frego” gia’ inventato dall’altro cavaliere, quello appeso a testa in giu’ a piazzale Loreto da quel medesimo “popolo” che lo acclamava in Piazza Venezia a Roma . Questa volta e’ un “me ne frego” della Costituzione , della indipendenza della magistratura, della liberta’ di informazione , della giustizia uguale per tutti e non solo per i Rom e per gli scippatori . </font></p>
<p></p>
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        <published>2008-06-19T08:16:00Z</published>
        <updated>2008-06-19T08:16:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Al cittadino non far sapere come delinque il potere ]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  &nbsp;<font size=3>Riporto il testo integrale dell'intervento di Marco Travaglio</font>:<br><br>"<em>Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo ricominciare a parlare di <strong>intercettazioni</strong>, perché questo è quello che offre il convento e quello che chiedono anche gran parte dei frequentatori del blog di Beppe e del blog nostro – voglioscendere – e di tanti altri che si stanno sintonizzando con noi, il lunedì alle due. Ne parliamo, anche se presto dovremo occuparci anche di altre <strong>leggi vergogna</strong>, che sono quelle, per esempio, del ritorno all’impunità per le alte cariche (soprattutto di quella bassa) <strong>lodo Schifani bis</strong>, ma questa – ogni giorno ha la sua pena – la vediamo un’altra volta. <br>È interessante, ora che finalmente abbiamo un testo che sembrerebbe definitivo per quanto riguarda il cosiddetto <strong>disegno di legge Berlusconi-Alfano-Ghedini</strong> sulle intercettazioni, capire che cosa succede esattamente. Capire quelli che i telegiornali non solo non ci dicono, ma che addirittura cercano di nasconderci. Mentendo anche sulle parole. Questa <strong>non è una legge sulle intercettazioni</strong>. È anche una legge sulle intercettazioni. Ma questa è una legge che abolisce di fatto la cronaca giudiziaria per tutta la lunga fase delle indagini, fino all’inizio del processo. Cioè da quando viene commesso un fatto, a quando viene scoperto, a quando viene processata la persona sospettata di averlo commesso, <strong>i cittadini non potranno più sapere nulla</strong>. <br>Cominciamo però a vedere il primo versante, cioè quello delle intercettazioni, laddove non saranno più possibili e con quali conseguenze tutto ciò avverrà. Ce l’hanno condita e intortata dicendoci che negli altri paesi ce ne sono meno. Ho sentito ancora ieri qualche demente in televisione, naturalmente ministro, dire che negli Stati Uniti vanno avanti a reprimere i reati con 1.500 intercettazioni all’anno, in un paese che ha il quintuplo della nostra popolazione. Com’è possibile invece che noi abbiamo 125.000 intercettazioni all’anno e ancora non siamo contenti? In realtà, l’abbiamo già visto, noi non abbiamo 125.000 intercettazioni. <strong>Noi abbiamo 75.000 decreti per intercettare</strong> che riguardano spesso i vari telefoni di una stessa persona. Quindi le persone intercettate, l’altra volta abbiamo detto essendo molto ottimisti 80.000, i magistrati calcolano che siano circa 20-30.000 all’anno. Negli Stati Uniti non sono affatto 1.500. Sono milioni le persone intercettate, soltanto che la non risulta nelle statistiche perché là a intercettare sono l’FBI, la CIA, i vari servizi di sicurezza e le varie polizie locali e federali. Pensate, Giancarlo Caselli soltanto nella procura di Torino ha calcolato che lo 0,2% dei processi che si fanno contiene intercettazioni. Lo 0,2% dei processi. Altro che “tutto intercettato, tutti intercettati”. Comunque. Il fatto che non si possa più intercettare per reati puniti con pene inferiori ai dieci anni o quelli contro la pubblica amministrazione, significa che non potremo più scoprire con le intercettazioni reati di: usura, truffe – anche le truffe scoperte da De Magistris, le ruberie sui fondi Europei, sui fondi regionali; l’Europa sarà contenta di noi – sequestri di persona. Se fosse vera la leggenda secondo cui gli zingari rubano i bambini, ebbene se uno zingaro ruba un bambino quello è un sequestro semplice perché non è a scopo di estorsione e non può più essere scoperto con intercettazioni. Il contrabbando, altra specialità delle mafie come l’usura. Lo sfruttamento della prostituzione. La rapina. Il furto in appartamento...&nbsp;</em> 
<p><em>Quante piccole gang o grandi gang di ladri vengono sgominate intercettando? Non si può più. Associazione per delinquere; persino l’associazione per delinquere. Lo scippo. L’incendio. La ricettazione: i ricettatori sono quelli che smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene, nemmeno quello. La calunnia. I reati ambientali: tutti i reati sull’ambiente, discariche, ecc. Salute e sicurezza sul lavoro, per nulla più si potrà intercettare. Reati ovviamente – quelli li sappiamo – reati economico finanziari. Pensate a tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le frodi sull’IVA che scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a recuperare un sacco di evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti, nemmeno. Quando uno mette sotto intercettazione tutti gli amici e i parenti e i possibili favoreggiatori di un latitante e poi sta lì ad aspettare che qualcuno compia un passo falso, non si potrà più fare. Perché? Perché c’è un’altra clausola che dice che <strong>l’intercettazione può durare al massimo tre mesi</strong>. Dopodichè si staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il latitante si fa beccare entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di bosco più di tre mesi, pazienza. <strong>Tempo scaduto</strong>. Lo Stato si da la scadenza. Mentre il latitante no, ovviamente. Questo vale anche per i sequestri di persona. Voi sapete che quando viene sequestrata una persona, tipo un bambino, si mettono sono osservazione i telefoni della famiglia nella speranza di risalire ai telefoni dei sequestratori e di localizzarli. Bene, anche qui dopo i tre mesi si stacca tutto. Quindi, o l’anonima sequestri ci fa il favore di restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni, oppure sennò pazienza. Chi si è visto, si è visto. Altra genialata: ci vorranno tre giudici, non più un GIP, <strong>tre giudici per decidere su un’intercettazione</strong>. Pensate che in Italia il GIP monocratico, cioè lui da solo, può condannare addirittura per omicidio, ti può dare trent’anni per omicidio con rito abbreviato. Bene, da solo potrà condannarti per omicidio, ma non potrà più autorizzare l’intercettazione di un telefonino. Pensate l’assurdità. Ci sono tribunali che hanno dieci giudici in tutto, i quali dovranno fare: in tre il collegio per autorizzare le intercettazioni, poi un quarto dovrà fare il GIP, poi un altro dovrà occuparsi del processo e alla fine non si troveranno più i giudici che potranno occuparsi tutti dello stesso processo e quindi si bloccherà la giustizia nei posti medio-piccoli. Perché? Perché i giudici diventano incompatibili quando hanno deciso una volta su un caso. <br>I giudici non potranno più parlare. I due magistrati che hanno fatto arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano hanno fatto una conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per spiegare ai cittadini che cosa era successo, per metterli in guardia da quello che era successo. D’ora in poi, quando entrerà in vigore questa <strong>legge porcata</strong>, il fatto che hanno parlato della loro inchiesta nella conferenza stampa fa sì che debbano lasciare l’inchiesta. Non possono proseguirla loro, la devono lasciare a qualcun altro. Se un magistrato parla male di Provenzano, non potrà più indagare su Provenzano. Perché si è già pronunciato. Non sto parlando del giudice che dovrà giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega quali indizi ha raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori della clinica.<br>Quindi, <strong>non solo i giornalisti non possono più raccontare le inchieste, ma non le possono più raccontare neppure i magistrati</strong>, sennò perdono l’inchiesta all’istante. Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per conservare la sua inchiesta, c’è modo di farlo fuori lo stesso. Decide l’imputato. <strong>Se l’imputato denuncia il suo pubblico ministero</strong>, o meglio, se l’indagato denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di notizie che magari non ha fatto – tipo De Magistris, adesso sta venendo fuori che le fughe di notizie le facevano i suoi superiori per farle ricadere su di lui – facciamo il caso che uno viene denunciato nella procura vicina per avere fatto una fuga di notizie – non si sa se è vero o non è vero – bene, il fatto stesso che sia stato denunciato <strong>consente al suo capo di levargli l’inchiesta</strong>. Anche se lui non ha fatto niente. Quindi è l’imputato che decide in qualche modo di scegliersi il suo pubblico ministero. Se gli piace perché è morbido, se lo tiene, sennò lo denuncia e il capo gli toglie l’inchiesta.<br>C’è una "normina", l’avrete forse letta, la “<strong>salva-preti</strong>”. Dopo la “salva-Previti” adesso abbiamo la “salva-preti” per cui se uno è un cittadino normale, niente, legge normale. Se invece è un sacerdote, per indagare bisogna avvertire il suo vescovo. Dopodichè, se viene indagato un vescovo – ed è capitato anche recentemente – allora bisogna avvertire la Segreteria di Stato vaticana, cioè un ministero estero per processare un cittadino italiano. <strong>Un gentile omaggio al Vaticano</strong>. Uno dei tanti. <br>I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda <strong>l’abolizione della cronaca giudiziaria</strong> e una pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l’accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. <strong>Tutti gli atti giudiziari dell’indagine sono non pubblicabili</strong>. Attenzione: <strong>non sono segreti, sono non pubblicabili</strong>. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all’avvocato e all’indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un’altra cosa. Infatti nella legge c’è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Più un’ammenda che va a mille e rotti euro. “Va beh – uno dirà – ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro”. Il problema è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia fino a due anni c’è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di può chiedere l’affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo – nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all’affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera. Quindi <strong>bastano quattro articoli</strong>, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, <strong>per finire in galera</strong>. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno, salvo i poveracci. Bene i giornalisti concretamente rischieranno di andarci per quel meccanismo del minimo di pena, che è molto alto – un anno – e l’associazione obbligatoria con la multa, che non è sostitutiva, ma associata. Allora che cosa succederà? Succederà che <strong>nessuno scriverà più niente</strong>, a meno che non sia un masochista e voi non saprete più niente. Di tutta la lunga fase delle indagini finché non inizia il processo… Ma se voi mettete insieme i limiti alle intercettazioni – quello che i giudici non potranno più scoprire – e i limiti alla pubblicazione – quello che i cittadini non potranno più sapere – voi avete il quadro di una filosofia che <strong>individua esattamente nei due poteri di controllo democratici rispetto al potere politico, i nemici da abbattere</strong>, i nemici politici numero uno, i veri criminali del nostro paese, la vera emergenza sicurezza è rappresentata dalla presenza di giornalisti che informano e magistrati che indagano e quindi dagli al giornalista e dagli al magistrato. È una legge liberticida che ha almeno il pregio della chiarezza: individua nei poteri di controllo i nemici del potere e li abbatte. <br>Il risultato qual è? È che non si potrà più scoprire uno scandalo come quello del SISMI, delle deviazioni dei dossieraggi di Pollari e Pompa. Pensate che hanno trovato a Pompa centinaia di migliaia di dossier su giornalisti, politici, magistrati, ritenuti pericolosi, non per la sicurezza dello stato, mica è Al Qaida, pericolosi per Berlusconi. Questo scandalo non si potrà più scoprire. Un sequestro come quello di Abu Omar non si potrà più scoprire, perché non è stato un sequestro a scopo di estorsione, era un sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai dieci anni. Non si potrà più scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia da una ipotesi di frode. Solo dopo si arriva a scoprire l’associazione a delinquere. Quindi, non sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si sarebbe scoperta l’associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si fosse scoperta, per assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non sapremmo ancora niente ora, perché il processo non è ancora iniziato – il processo di Napoli su calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle scalate bancarie e al Corriere della Sera dei furbetti del quartierino. Perché? Perché i reati finanziari non sono più compresi, quindi i magistrati non avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto scoprire che Fazio avvertiva segretamente Fiorani di notte e che Fiorani gli mandava i bacetti e che turbavano completamente il mercato perché l’arbitro tifava per una squadra anzi ne faceva parte, era il capitano non giocatore, anzi capitano giocatore. In ogni caso i giornali non avrebbero pubblicato ancora adesso visto che il processo per Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per Ricucci, Rizzoli Corriere della Sera, non è ancora iniziato. Siamo alla fine delle indagini.<br>La clinica degli orrori. Abbiamo sentito questo – mi dispiace dirlo, ma tecnicamente si chiama così – ignorante, uomo che ignora la materia di cui dovrebbe occuparsi. Questo <strong>ignorantissimo ministro “ad personam” Angelino Alfano</strong> ridacchiare in televisione e dire: “Ma figuriamoci, un processo di omicidio nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche oggi perché noi l’omicidio l’abbiamo compreso nei reati per cui si può intercettare”. Già. Peccato che l’indagine nella clinica Santa Rita sia partita da intercettazioni disposte per truffa e falso. Due reati puniti con pene sotto i dieci anni, quindi oggi non più “intercettabili”, quindi da lì non si sarebbe più potuto scoprire che questi non solo facevano i falsi delle cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano la gente. Non si potrebbe più scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che si potesse ancora scoprire, noi non potremmo più raccontarlo e voi non potreste più saperlo.<br>Pensate che bellezza per i risparmiatori dell’Antonveneta non sapere ancora adesso che quello che li vuole comprare, cioè Fiorani, è uno che mette le mani nei conti dei correnti della Popolare di Lodi. E pensate che bellezza per i correntisti della Popolare di Lodi non sapere che fine fanno i soldi che loro pensano di avere messo al sicuro nella Banca di Lodi. E non potrebbero organizzarsi per denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora lì. Anzi, avrebbe comprato l’Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi di vertice della sua banca.<br>E Fazio sarebbe ancora lì. E Moggi sarebbe ancora lì a truccare i campionati con tutta la sua banda. Perché? Perché non si saprebbe niente e quindi, in base a cosa puoi mandare via uno se non è stato ancora processato e non si sa nemmeno che cosa ha fatto?<br>Pensate ai malati della clinica che si ritrovano senza uno o due organi, oppure con l’organo al posto sbagliato, il fegato al posto del cervello, la milza al posto del tendine, ecc. che si stanno organizzando in una class action per chiedere i danni a quegli scannatori che li hanno ridotti così, o a i parenti di quelli che sono già morti, che si stanno organizzando per chiedere i danni. Bene non saprebbero nemmeno quello che è successo. Non verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i danni, perché non saprebbero di aver subito i danni e ci sarebbero persone che pensano che i loro congiunti sono morti per una tragica fatalità, perché era giunta la loro ora, mentre invece sono stati massacrati dall’ospedale e poi sono stati pure falsificati i referti nelle loro cartelle cliniche.<br>Scalfari ieri su Repubblica ricordava che se la mafia è stata condannata la prima volta nella sua storia al maxi processo, è stato perché i giornali hanno raccontato che cosa faceva la prima sezione della Cassazione presieduta da Carnevale che annullava regolarmente le condanne di mafia, per cui per fortuna, su input di Giovanni Falcone, il ministro Martelli chiese al presidente della Cassazione di fare un turno nelle presidenze dei processi di mafia, in modo che non presiedesse solo Carnevale ma anche qualcun altro. Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la mafia fu condannata per la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta mafiosa, ma intanto abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.<br>Perché è successo tutto questo? Perché <strong>la stampa ha potuto esercitare un controllo su quelle zone d’ombra della magistratura</strong>, perché mica i magistrati sono tutti buoni.<br>Il caso di Rignano Flaminio, cioè un’indagine probabilmente farlocca dove era state accusate ingiustamente delle persone, almeno questo è quello che è emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali, giornalisti come Bonini, per esempio, di Repubblica, ma anche del Corriere della Sera, hanno svelato la debolezza dell’impianto accusatorio e quindi quando l’informazione fa il suo dovere, esercita un controllo democratico sui magistrati. <br>Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza sapere cosa stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non sbagliare. Oppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono costretti a fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si scrive più niente sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno sbagliate e finiranno sbagliate. Avremo più errori giudiziari. Come faremo a sapere come si difende una persona se non potremo pubblicare il suo interrogatorio. Quindi magari, chi si difende ha ragione e chi lo accusa ha torto, ma noi non lo potremo sapere. <br>Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto ciò. <strong>Gli editori saranno sempre più frenati dal consentire ai giornalisti di pubblicare cose a rischio</strong>, perché? Perché a loro volta rischiano una multa fino a 400.000 euro – ogni articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di essere portati a processo non solo come singoli editori, ma anche come società, in base alla legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Per evitare alla società di finire in tribunale con ripercussioni sulla Borsa, che cosa devono dimostrare gli editori? Di aver adottato tutte le precauzioni all’interno della loro azienda, cioè all’interno del giornale, della televisione o della radio, per impedire la commissione di questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che cosa faranno per dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili di eventuali violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori? <strong>Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa legge</strong>. <br>In più, ogni volta che un giornalista verrà indagato per pubblicazione indebita di atti, la procura dovrà per leggere mandare la notifica all’Ordine dei Giornalisti che potrà sospendere il giornalista fino a tre mesi. Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono per tre mesi e tu per tre mesi non lavori. <strong>Fai quattro articoli e non lavori per un anno</strong>. Se l’Ordine ottempererà, ma bisogna vedere se avrà la possibilità di non ottemperare a questa sanzione disciplinare, perché l’ordine è tenuto a rispettare le leggi esistenti. <br>Voi capite che cosa è stato messo in piedi? È stato messo in piedi un <strong>meccanismo di regime</strong> – l’altra volta abbiamo parlato di prove tecniche di fascismo – qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo prove, lo stanno attuando. <strong>Un regime moderno</strong>. E per chi fosse nostalgico dei regimi passati, mandano anche l’esercito per le strade, perché si capisca cosa sta succedendo.<br>Io vi posso dire quello che ho scritto sull’Unità e cioè che io farò disobbedienza civile rispetto a questa legge. <strong>Farò obiezione di coscienza</strong>. Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riuscirò a procurarmi – e che farò di tutto per procurarmi come sempre – li pubblicherò. E integrali, e nel contenuto e nel riassunto o come mi gira in quel momento, perché penso che questo sia il mio dovere, altrimenti dovrei cambiare mestiere.<br>Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che abbiamo lanciato dall’Unità e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni di moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognerà prepararsi a fare da cavie per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti alla Corte Costituzionale, davanti alla Corte Europea di Giustizia, questa legge veramente infame.<br>Dopodichè speriamo di riuscire anche per via referendaria a cancellarla. Da questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo settore sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net, dove Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i leader dell’opposizione a manifestare. <br>Se i leader dell’opposizione non vorranno manifestare, cosa abbastanza probabile, <strong>bisognerà organizzarsi e quindi, Beppe preparati!</strong><br>Voi sappiate che questa non è una legge contro i giornalisti, non è un legge sulle intercettazioni, è una legge contro di voi per impedirvi di sapere.<br><strong>Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere</strong>. Questo è lo slogan di questa legge infame. <strong>Passate parola</strong>. A lunedì."</em><a href="http://www.beppegrillo.it/2008/06/passaparola_lun_2.html#more"><u><font id=tmpPasteIE1213739886806></font></u></a></p>
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        <published>2008-06-17T21:56:00Z</published>
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		   Riporto dal Blog di Antonio di Pietro :&nbsp;<br><br>
<p><em>"Il presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong> non ha tempo per gli italiani, per le vere emergenze del Paese. Il suo tempo lo dedica <strong>esclusivamente ai problemi personali</strong>, alle pendenze giudiziarie (dal <strong>processo Mills</strong> alla vicenda delle <strong>intercettazioni con Saccà</strong>), alla difesa ad oltranza delle concessioni pubbliche che gli consentono di trasmettere <strong>Rete4 </strong>e di incassare gli introiti pubblicitari attraverso <strong>Publitalia</strong>. Berlusconi non ha tempo per occuparsi degli italiani, è troppo occupato, anzi pre-occupato per le sue vicende private. Il suo è un governo ad personam, composto da persone fidate e nominate ministri per proteggere i suoi interessi.</em></p>
<p><em>La cosiddetta legge sulle intercettazioni, che <strong>tappa la bocca ai giornalisti</strong> e <strong>impedisce alla magistratura di indagare</strong> sulla maggior parte dei reati, non è voluta dagli italiani onesti, ma da politici disonesti. Questa legge impedirà la cronaca giudiziaria su atti pubblici. Non verremo più a sapere dei <strong>furbetti del quartierino</strong>, delle operazioni omicide compiute all’<strong>ospedale Santa Rita di Milano</strong>. Questa è una legge fascista. Esiste di fronte allo scempio della democrazia il diritto di disobbedienza civile da parte dei cittadini. Ed è esattamente quello che farò in questo blog e nel sito dell’Italia dei Valori, che pubblicheranno senza alcun timore delle conseguenze ogni atto pubblico di natura giudiziaria che sia di interesse dell’opinione pubblica.</em></p>
<p><em>Inoltre, l’Italia dei Valori darà il proprio <strong>supporto legale</strong> a tutti i blogger che saranno perseguiti per aver pubblicato notizie giudiziarie pubbliche.</em></p>
<p><em>Berlusconi deve sapere che l’Italia non è ancora di sua proprietà e che <strong>la democrazia non si può negoziare</strong>."<br><br></em>Se queste leggi fasciste e vergognose passeranno sara' davvero arrivato il momento per difendere la liberta' minacciata da coloro che riempiendosi la bocca con questa parola, la calpestano ogni giorno.<br>&nbsp;Impedire agli unici&nbsp; organismi di controllo del potere politico ,cioe' alla magistratura e ai giornalisti di adempiere in piena liberta' ai loro compiti e' un atto infame e da quel momento ogni atto compiuto dal governo non avrebbe nessuna leggittimazione e nessuna credibilita' perche' ogni cittadino avrebbe davvero giusta ragione di supporre che nell'ombra e senza controllo possano passare sulla loro testa le decisioni piu' nefande .&nbsp; L'onesta' non e' un'optional e credere che l'importante sia avere un chirurgo anche &nbsp;disonesto purche' capace ci portera' a svendergli gli organi sani &nbsp;in cambio&nbsp; di promesse di guarigione. </p>
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        <published>2008-06-16T21:43:00Z</published>
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