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IlGiustizialista
Non basta avere le mani pulite se si tengono in tasca

In Italia, un poco per ignoranza dei termini , un poco per delegittimare il vero significato di giustizia ,si inventano parole che in realta' non hanno alcun senso nel contesto in cui vengono citate . Il giustizialismo e' stato un movimento, nato nell'Argentina di Peron ,che un poco demagogicamente si proponeva una piu' equa distribuzione della ricchezza. La cultura della legalita' non ha nulla a che vedere con il giustizialismo Il titolo dato al blog e' quindi volutamente ironico . 



passaparola
Zappiamo Forbice Basta! Parlamento pulito Forza Clementina Il calendario 2008 dei santi laici
POLITICA
18 novembre 2008
Rinascita anti-democratica

Si dice che ai piu' interessa poco la vicenda relativa alla vigilanza RAI con il tentativo del governo di impedire che alla vigilanza vada un'esponente dell'opposizione capace di vigilare davvero e non sia il solito controllore di facciata che fa gli interessi del controllato.

Dobbiamo dedurre che, quindi, a pochi interessa se in Italia siamo avviati ad una sorta di dittatura di stile Putiniano e alla repressione della liberta' di critica e di controinformazione ? Ecco un'altro tassello che si aggiunge ad un piu' vasto disegno, in perfetto stile P2 di Licio Gelli , che ha il seguente programma: 

  • Svuotamento della scuola pubblica  per creare le premesse ad una scuola privatistica capace di modellare le menti dei giovani ad immagine e somiglianza del pensiero unico.
  •  Divisione e addomesticamento dei sindacati, 
  •  Completo controllo dell'informazione.
  •  Impoverimento del ceto medio e potenziamento  di una classe agiata e dominante a scapito di una massa popolare asservita e imbelle e possibilmente ignorante. 

 Ecco un'ulteriore tassello di questo disegno:
Riprendo dal sito di Antonio Di Pietro : 

Ammazza Blog

La Rete è l’ultimo media libero rimasto in Italia. La politica lo sa e non rinuncia a sferrare il suo attacco dopo aver occupato giornali e televisioni. Mi ero dissociato a suo tempo dal disegno di legge Levi-Prodi che prevedeva per i blogger di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e l’estensione dei reati a mezzo stampa. I contenuti del disegno di legge Levi relativi alla Rete erano degni di una dittatura. Per fortuna il disegno di legge nel 2007 non passò e tutto sembrava rimanesse come prima. Senonché il 6 novembre scorso nel silenzio più assoluto questa proposta con un nuovo testo (C-1269) è stata assegnata, in sede referente, alla VII Commissione Cultura della Camera.

I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile.
Riporto alcuni passi del disegno evidenziati da
Punto Informatico :

“Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale).

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet).

1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.”

E’ chiaro che la legge è stata fatta e modificata da chi non conosce la Rete oppure da chi la conosce troppo bene e proprio per questo la teme poiché la stragrande maggioranza dei blog contiene banner pubblicitari, ad esempio di Google Ads. Questi blogger sarebbero dunque per l’Agenzia delle Entrate assimilabili ad “attività di impresa”, dovrebbero iscriversi quindi al ROC rischiando di intercorrere in reati di stampa o , se non lo facessero in quelli di stampa clandestina.

L’Italia dei Valori offrirà tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione. Le regole vanno rispettate, ma non quelle che mettano a rischio la democrazia e siano palesemente anticostituzionali, e questo perché non sono regole ma abusi e soprusi Questo disegno di legge è pura censura. L’Italia dei Valori si attiverà da subito con una serie di iniziative contro questo disegno di legge liberticida facendo appello anche alle istituzioni internazionali e i media esteri.

PASSAPAROLA



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permalink | inviato da diego49 il 18/11/2008 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
18 novembre 2008
Il pesce puzza dalla testa
 

L'esempio immorale

 

Premessa :

I parlamentari condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio (*) eletti nell’attuale Parlamento sono 70, ne erano stati candidati  un centinaio .
I 70 non li hanno votati gli elettori. Sono stati scelti dai segretari di partito.
 
I 70 neo eletti sono così ripartiti:
PDL 45 (proposti 56)
PD 13 (proposti 18)
Lega Nord 7 (proposti 8)
UDC 5 (proposti 9)
Solo l’IDV non ha imputati in nessun grado di giudizio .
Questo la dice lunga sulle leggi ad personam e ad persones e sui tentativi di rendere il parlamento un’organo puramente esecutivo e anzi del tutto esautorato dalle funzioni che gli sono state attribuite dalla costituzione .

Morale:
Vediamo cosa diceva molto tempo fa Sant’Agostino, nel libro IV della “Civitate Dei” :

“Ingiustizia e violenza degli stati e dei briganti.
Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati? È pur sempre un gruppo di individui che è retto dal comando di un capo, è vincolato da un patto sociale e il bottino si divide secondo la legge della convenzione. Se la banda malvagia aumenta con l'aggiungersi di uomini perversi tanto che possiede territori, stabilisce residenze, occupa città, sottomette popoli, assume più apertamente il nome di Stato che gli è accordato ormai nella realtà dei fatti non dalla diminuzione dell'ambizione di possedere ma da una maggiore sicurezza nell'impunità. Con finezza e verità a un tempo rispose in questo senso ad Alessandro il Grande un pirata catturato. Il re gli chiese che idea gli era venuta in testa per infestare il mare. E quegli con franca spavalderia: "La stessa che a te per infestare il mondo intero; ma io sono considerato un pirata perché lo faccio con un piccolo naviglio, tu un condottiero perché lo fai con una grande flotta"

Sembra scritto ieri , se non fosse per il linguaggio un poco desueto, eppure oggi viviamo in un paese dove chi ci parla di morale e di osservanza delle regole contiene al suo interno, non per caso , ma per una precisa volonta’ di partiti , uomini che per la loro posizione rappresentano il contrario di quella moralita’ e di quel rispetto delle regole che vengono invece richiesti ai comuni cittadini .

Mi chiedo come sia possibile che parlamentari, nella maggioranza con una fedina penale pulita, possano convivere con costoro senza esserne in qualche modo succubi o in qualche modo collusi . Si moralizza su fannulloni nella pubblica amministrazione , si condannano sprechi , si condannano scioperi e occupazioni quando “illegali”, si parla di etica , tutto come se cio’ dovesse riguardare altri e non coloro che rappresentano incarichi istituzionali e dovrebbero essere per il loro ruolo l’esempio di quanto a parole vanno indicando a coloro che dovrebbero rappresentare .

La vera malattia dell’Italia si concretizza in questa dicotomia del “fate quel che dico, ma non fate quello che faccio” . Una malattia che sembra non avere vie di scampo, dal momento che coloro che dovrebbero sanarla sono gli stessi che ammorbano l’ambiente , nell’unanime silenzio, con la debita eccezione dell’IDV , anche dei parlamentari che ne sono coscientemente portatori sani .

(*) Fonte: “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez



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permalink | inviato da diego49 il 18/11/2008 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
1 ottobre 2008
La legge uguale per tutti... gli altri.
 

Si parla di “lodo Alfano” , lodo significa accordo , ma se ben ricordo il cosiddetto lodo altri non e’ stato se non il frutto di un ricatto che dava per scontata una legge , la blocca processi , che in barba alla sbandierata sicurezza , di fatto avrebbe impedito l’attuazione dei processi in oltre 100.000 cause in corso consentendo di fatto l’impunita’ per una serie di reati contro i quali la stessa Lega si era battuta in nome della paventata richiesta di sicurezza dei cittadini. In cambio di un ritiro della legge il PD consenti’ che venisse varato un altro provvedimento-porcata , il noto “ lodo Alfano” che per non garantire l’impunita’ a 100.000 per salvarne uno, ne salva 4 : le cosiddette piu’ alte cariche dello Stato .

Non esiste nella costituzione il concetto di “piu’ alta carica dello stato”, tutti , compreso il presidente della repubblica sono cittadini italiani e in quanto tali soggetti alla legge . Solo Grecia, Portogallo e Francia prevedono la sospensione dei processi per il solo presidente della repubblica . In Italia non esiste neppure la figura del “presidente del consiglio” ma un ministro che viene nominato “primo ministro” figuriamoci gli altri . Perfino un bambino che si leggesse la costituzione vedrebbe chiaramente come questa legge e’ chiaramente anticostituzionale .

In italia la vera battaglia che si sta giocando tra Magistratura e potere politico e’ da ricercarsi proprio nell’articolo 3 della costituzione : La legge uguale per tutti . Vi e’ una parte politica perfino bipartisan che vorrebbe una legge forte con i deboli e debole con i forti . Questa battaglia senza esclusione di colpi inizio’ con il maxiprocesso voluto da Falcone e Borsellino contro la mafia siciliana, dove per la prima volta vennero fatte emergere le reali connivenze tra politica e organizzazioni mafiose e dove i giudici, che furono uccisi per questo, vollero colpire indifferentemente i mafiosi e i politici che facevano loro da spalla in cambio di voti e di scambi di favori .

La classe politica gia’ da tempo collusa e corrotta si vide cosi scippata di un preteso diritto all’impunita’ che derivava da una consuetudine di “diversita’ di fronte alla legge” dove , come si diceva popolarmente con ironia , la frase “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI “ era sempre scritta alle spalle del giudice. Falcone e Borsellino, tra i primi, vollero mettere quella frase della costituzione davanti agli occhi dei giudici e pagarono con la vita . Ma fecero scuola e il concetto di eguaglianza entro’ nel dna di molti magistrati che con coraggio diedero vita a inchieste clamorose di cui “Tangentopoli” e’ quella piu’ nota in cui finalmente la casta degli impuniti venne messa allo scoperto di fronte al malaffare.

Da li e’ storia recente, la storia di una classe politica avvezza alla corruzione che per difendersi dai processi si costitui’ in partito dei pretesi impunibili dichiarando guerra ai magistrati che intendevano perseguire il fine di una legge davvero uguale per tutti che cita testualmente “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Dall’esito di questa battaglia dipendera’ la sorte dell’Italia , l’Italia davvero libera, democratica e fatta da cittadini onesti e rispettosi delle regole o al contrario un’Italia costituita da sudditi passivi e imbelli dominati da una casta di stampo mafioso nei metodi se non nell’affiliazione , non molto diversa da quella che oggi domina in Russia , nel Kosovo, o in alcuni paesi dell’america latina .


politica interna
29 settembre 2008
Decisionismo o autoritarismo?
 L'episodio di Chiaiano dimostra due cose : che l'emergenza rifiuti non e' affatto risolta , ma si ripropone in tutta la sua drammatica realta' e che la liberta' dei cittadini di esprimere il loro dissenso viene sempre piu' calpestata. Un segnale allarmante che potrebbe preludere ad analoghe azioni di repressione nei contronti di coloro che si vorranno radunare nelle piazze per manifestare o contro i cortei di lavoratori in sciopero come accadeva negli anni 60. Per sapere cosa succede siamo costretti alla visione di poche trasmissioni su "la 7" o su "Rai 3" dove giornalisti ancora in grado di mantenere una visione alternativa e una capacita' di critica ci danno notizie taciute dagli altri organi di informazione. Le leggi passano tutte con il voto di fiducia esautorando di fatto il parlamento e impedendo ogni possibile emendamento, mentre l'80% dell'informazione e' asservita se non prezzolata dal centrodestra . Come alla vigilia del fascismo sembra contare piu' il decisionismo che il dibattito democratico , ma una politica del fare male e dell'annunciare l'impossibile e' migliore di quella del fare bene il possibile e il lecito ?
Tutti elogiano il decisionismo e il fare o presunto tale di questo governo , ma a ben analizzare, a parte gli effetti speciali  supportati da una informazione compiacente, le iniziative fino ad oggi si configurano in un fare poco e male : male eliminare l'ICI  a tutti ,perche' cosi' si sono sottratte risorse utili al paese concedendo benefici anche ai possessori di ville (di solito dichiarate come civile abitazione) e dimenticando che chi paga un affitto e' due volte penalizzato , male la vicenda rifiuti che si e' risolta in uno sperpero di denaro per inviare treni in Germania (come gia' fatto anche in passato) e di fatto nascondendo i rifiuti sotto il tappeto della provincia per toglierli dalla citta' , male  nella lotta all'evasione fiscale revocando la tracciabilita' degli assegni che imponeva il divieto di pagare in contanti per operazioni superiori ai 5000 euro, male la vicenda Alitalia che aggrava i contribuenti di 2500 miliardi di euro derivanti dai passivi della societa' ,avendo rinunciato alla vendita ad Air France in nome di una sbandierata italianita' di facciata in una fase delicata dell'accordo con la compagnia d'oltralpe per poi svenderla alla  CAI , male sulla sicurezza che di fatto rimane quella di prima salvo operazioni d'immagine di scarsa applicabilita' .  Tutti scontenti del fare poco di Prodi , ma che dire del fare male di Berlusconi?    

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politica interna
23 settembre 2008
Assalto alla giustizia
Riporto un interessante articolo di Pancho Pardi che la dice lunga su come si vogliono mettere le mani sulla giustizia :

Fin dall’inizio della sua avventura Berlusconi si è fatto scortare in Parlamento da una nutrita compagnia di suoi avvocati. Nei primi tempi passavano la maggior parte del loro tempo a difenderlo dai processi e dedicavano all’attività legislativa solo i ritagli di tempo.

Ora che il Lodo Alfano li ha sollevati da qualsiasi peso processuale hanno molto più tempo a disposizione. E gli effetti si vedono.
Gaetano Pecorella ha sfornato una proposta di legge costituzionale che sfigura l’intero assetto della giustizia e perfeziona la resa dei conti di Berlusconi con la magistratura.
Giudici e pubblici ministeri vengono separati all’origine con due diversi concorsi di ingresso. E ci saranno per loro due diversi consigli superiori della magistratura. Non senza ironia si immagina che quello dei pubblici ministeri venga presieduto dal ministro della giustizia: se il pm possa o non possa essere sottomesso all’esecutivo diventerà discussione di sapore archeologico.
Viene istituita una Corte di giustizia disciplinare in cui i magistrati e non togati saranno di pari numero: solo grazie alla clemenza di Pecorella non saranno in minoranza.

Ci sarà una Cassazione centrale per i reati gravi e Cassazioni regionali per i reati minori: si accettano scommesse su dove finiranno i reati di natura finanziaria e corruttiva.
Unica reale misura garantista è la custodia cautelare sul modello francese: si va in carcere solo dopo il contraddittorio davanti al giudice. Ma c’è da vedere in quali condizioni diverse vi arriveranno imputati di diverso peso.
L’obbligatorietà dell’azione penale sarà regolata per legge. Anche qui sarà interessante controllare il diverso destino tra i reati comuni e reati dei colletti bianchi.

In pratica la proposta Pecorella sovverte integralmente tutte le disposizioni fondamentali della Costituzione vigente.
E poiché le modifiche costituzionali sono laboriose e l’esperienza insegna che possono essere bocciate dal popolo nel referendum consultivo, il centrodestra mette all’opera i suoi tecnici anche su un piano più pratico e meno visibile. Su Repubblica D’Avanzo ha sostenuto che c’è un disegno per sottrarre la polizia giudiziaria al controllo del pubblico ministero. E’ cosa assai meno vistosa di una riforma costituzionale ma può essere altrettanto insidiosa.
Se la polizia giudiziaria non risponde al magistrato è normale che risponda all’autorità da cui dipende: il ministero dell’Interno. E potrebbe far sapere al giudice solo le cose filtrate dal controllo di quel ministero. L’autonomia del pubblico ministero non sarebbe nemmeno sfiorata ma la sua azione ne risulterebbe devitalizzata all’origine. D’Avanzo scrive che su questo progetto ci sarebbe un’intesa tra Ghedini e Violante.

Sempre su Repubblica Violante smentisce ma in una forma che conferma la sua intenzione di dare alla politica un ruolo di indirizzo sull’azione giudiziaria: precisamente ciò che “la politica” vuole e che la Costituzione impedisce.
Negli ultimi tempi è circolata assai la voce secondo cui Violante sarebbe candidato autorevole per la Corte Costituzionale. La sua smentita odierna è preoccupante almeno per due motivi: il suo tono potrebbe confermare che la candidatura è reale; le sue dichiarate intenzioni fanno temere sul serio che possa raggiungere quel ruolo ed esercitarlo.


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permalink | inviato da diego49 il 23/9/2008 alle 10:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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